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Ferragosto a Minas Tirith Agosto 16, 2007

Posted by angelonero in Amici, Vita Reale.
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Ci ho messo un pò a rimprendermi soprattutto perchè non ho il fisico…ho meglio ho un fisico decisamente sovrappeso al quale con l’inverno dovrò porre rimedio. L’ho già fatto una volta…mi toccherà patire ancora la fame. Dopo un giorno riesco a scrivere qualche riga per giustificare il mio stato comatoso.
L’allegra combriccola ridotta a 4 elementi si è messa in marcia per un ferragosto in montagna come al suo solito con molta calma. Persa Piera in trasferta in Sicilia e Barbar in Tunisia, abbiamo aggregato alla spedizione Pietro, cugino di Daniela e SuorGermana.
La fortuna di vivere nella regione verde d’europa…e la sfortuna di non capirlo. Molte persone vengono da noi in vacanza…noi ci viviamo in vacanza. Per questo da un pò abbiamo deciso di esplorare angoli reconditi d’Abruzzo, la nostra meta in questa occasione: Roccacaselgna, Diana chiedeva perplessa..”ma dove si trova” un coro di voci le ha riposto “vicino a Minas Tirith”, così pieno di benzina e gas alle macchine e via ad inquinare con il nostro fracasso tranquille e amene località montane. Giunti dopo un viaggio di circa un ora e mezzo ci fiondiamo in visita al castello che affiggeva a mò di sfida il seguente cartello
gomma.jpgQuesto ovviamente non ha certo scoraggiato SuorGermana dal calzare le sue infradito che mi faceva notare…”hanno la suola di gomma…”
Nella zona sorgono anche delle rovine romane…che però in occasione del Ferragosto vengono popolate dai nuovi barbari armati di “fornacella” (una versione indigena del più raffinato barbecue) ed ettolitri di vino. La nostra ricerca di un posto dove spazzolare la pasta al forno gentilmente offerta dalla mamma di Diana ci porta in un posto con un panorama stupendo, un fresco venticello che ci ha rinfrescato durante il nostro periodo di coma post pranzo. Ridotti veramente allo stremo da due teglie di pasta al forno, dalle salsicce, dal vino e dal dolce…siamo caduti in uno stato irreversibile di “pennica estiva” che si è protratta fino all’insana decisione di andare al Lago di Bomba.

alpino.jpg

Pronti a sfidare una masnada di turisti accampati tutti nell’unico camping presente intorno al lago, pensavamo di rinfrescarci sulle sue rive…quando sbagliavamo…una arroventata distesa di pietre ci ha accolto all’arrivo dopo una discesa agli inferi tra costumi da bagno improbonibili, etilismo diffuso ed odore di pecora. Un posto da rivedere quando l’assenza della colonia di barbari sarà stata rimossa dalle mutate condizioni atmosferiche.

Frase del giorno:
“se mi vuoi fare un brodino…tanto vale che mi fai un the”