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FreeMMO Gennaio 24, 2008

Posted by angelonero in Racconti.
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FreeMMO, una parola composta che sta ad indicare quei MMO(G) privi di canone mensile. Il più famoso tra questi è della coreana NCSOFT: Guild Wars. Giunto ormai al suo terzo modulo di espansione è un successo planetario, diffusissimo in estremo oriente, deve la sua fortuna alle Arene PvP. L’aver ripreso a giocare a Guild Wars mi ha indotto in alcune riflessioni, la prima è quanto conti la parola free(gratuito) e quanto corrisponda poi alla realtà dei fatti. Tutti i massive multiplayer online che sono privi di canone mensile dispongono di uno shop online dal quale è possibile acquistare pagandolo in denaro reale tutta una serie di servizi/oggetti. Questo rimane un servizio vincente, i giochi free, infatti sono privi del fenomeno dei gold sellers (gruppi di persone/società che vendono violando l’EULA denaro del game in cambio di denaro corrente). L’inganno reale dietro al quale ci si nasconde in giochi come WoW ed EQ2, ad esempio, è che spesso, per ottenere oggetti in game che richederebbero un impegno importante in termini di tempo e di abilità, si ricorre all’acquisto di moneta di game attraverso questi servizi. Il primo risultato è ovviamente quello di rendere l’economia interna al game una burla, con lo spieacevole effetto collaterale di vedere giocatori con oggetti che, per proprie incapacità non riuscirebbero mai ad avere. Io stesso appena entrato in una gilda che era a BT ho dovuto ricorrere a questi servigi per accumulare i “consumabili” necessari a raidare a quel livello, salvo poi scoprire che c’era una organizzazione di gilda che nei tempi morti attraverso la compartimentazione degli incarichi era in grado di produrre letteralmente migliaia di pozze,elixir,cibi… A mio modesto avviso l’introduzione di uno shop online darebbe a tutti le stesse possibilità di accesso a tali risorse, rendendo anche palese (gli oggetti venduti in uno shop online sono chiaramente riconoscibili) chi ne fa ricorso.