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Scopro… Febbraio 28, 2008

Posted by angelonero in Age of Conan, Warcraft, World of Warcraft.
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…che la campagna che prepara il passaggio in AoC di buona parte della gilda di World of Warcraft “Nihilium” è preceduta da una silenziosa pioggia di blog-posts, che a vario titolo si lamentano di quello che la Blizzard sta facendo a quello che considerano il “loro” giocattolo: il raiding PVE. Certamente una società seria ed attenta al mercato come il colosso Activision non può rimanere immobile mentre attorno numerosi spuntano i prodotti capaci di competere e minacciare il clamoroso successo di World of Warcraft. Nella stanza dei bottoni di Vivendi si sta quindi cercando di trasformare e rendere appetibile il PvP di WoW, per trasformarlo in un e-sport, quindi una ulteriore fonte di guadagno. Peccato che questo tentativo sia riuscito solo a Guild Wars. Personalmente ritengo già risibile, l’affannarsi convulso di molte gilde di WoW che tentano di raggiungere la kill di Illidan, qualcuno dovrebbe avvertirli che sono in ritardo di oltre un anno, ma cosa peggiore quell’encounter non è più quello che era anche solo pochi mesi fa. Mi chiedo quindi…che senso ha?, dov’è il senso di soddisfazione per aver raggiungo un traguardo che ora è ha portata di tutti?. Ora con 20 € la Blizzard vi fornisce su un server apposito un bel personaggio full epico espressione dei vostri desideri…bene…poi se non sapete usarlo…fatti vostri. Loro si sono presi venti euro sonanti. Sono curioso, cosa c’è da fare in WoW, in questo momento…qualcosa che faccia venire voglia di loggare?. La risposta è: NIENTE. Non c’è alcun aspetto di ingegneria sociale, nessuna trama da seguire, si attende l’aggiunta di contenuto come un assetato nel deserto attende l’acqua.
Il futuro non è certo roseo per i giocatori di WoW, le strategie di mercato inevitabilmente privilegiano quei giocatori, che sono la massa, incapaci di applicarsi con la necessaria dedizione per ottenere dei risultati. Quindi ecco che si staglia all’orizzonte un filone PVE, consono alle necessità di quei giocatori meno hardcore. Così però inevitabilmente si lascia scemare il desiderio di competizione…perchè competizione non c’è…
Un gioco che aveva fatto fortuna anche sul mito di quei pochi capaci di arrivare all’endgame, vede questi stessi giocatori guardare altrove e per lasciarsi alle spalle il “Welfare Epics” che la Blizzard ha scelto come corso per il suo game.