Tredici Soldati Luglio 8, 2008
Posted by angelonero in Libri.trackback
Nel cuore della Striscia di Gaza tra i soldati israeliani che proteggono i coloni, l’Autore fa la conoscenza del…Libano. Fa la conoscenza di Rotem Yair, un giovane ufficiale al termine del suo servizio di leva, “triste, stanco”, che gli parla del Libano, di cui ha una sorta di nostalgia paragonata all’esperienza nell alla Striscia. Si convince a raccontare una volta terminato il suo servizio del Paese dei Cedri. L’avamposto di Beaufort, nel Libano del Sud, è al centro del romanzo, luogo fisico, ma anche dell’anima. Il linguaggio è zeppo di espressioni gergali, giustamente sboccato e crudo, come si conviene tra giovani militari, per portare chi non è mai stato in prila linea nell’atmosfera calda dove giovani soldati muoiono per difendere un confine invisibile. I caratteri dei personaggi sono tratteggiati in modo vivido. La paura c’è, eccome, occorre guardarla in faccia ed affrontarla. Forte desiderio di combattere -e magari di vendicarsi per la morte dei commilitoni uccisi- e domande ansiose sul perché della missione. Tensione claustrofobia. Voglia di chiudere quell’esperienza, che si sa essere alla fine, e contemporaneo dolore all’idea di lasciare un luogo dove hai trascorso momenti importanti della tua vita. Il protagonista, Erez, duro in apparenza, ma di intensi sentimenti, è il comandente di plotone che guida quelli che non esita a chiamare fratelli, sperando di riportarli a casa, tutti sani e salvi. Il pensiero della sua ragazza è sempre sullo sfondo, sa creare un gruppo affiatato e solidale, indispensabile per cementare la fiducia tra commilitoni. Un romanzo generazionale che fa impallidire i romanzetti italici…costruiti intorno a lucchetti e pene d’amore.
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